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Pit’s Tales #32: Vasco Modena Park… the day after

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Sono giorni che penso a come e da dove inziare a scrivere un pensiero su #ModenaPark. Potrei inziare dal giorno in cui Vasco annunciò l’evento, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Da allora il primo Luglio sembrava non arrivare mai. Oppure potrei partire dallo scorso giugno, dal LiveKom016, le 4 memorabili date allo Stadio Olimpico di Roma. Ci eravamo lasciati lì. Ma forse è meglio partire dalla fine del #VascoModenaPark, da quella scritta incorniciata dai fuochi d’artificio.

Quel GRAZIE, che tu Vasco hai detto a noi, ma che noi diciamo a te. Grazie per questa festa che ha saputo unire 220mila cuori, grazie per le tue canzoni che ci hanno accompagnato fino a Modena e continueranno a farlo per il resto della nostra vita.

Io mi ritrovo di nuovo sotto questo palco, che stavolta è gigantesco. La mia ottava volta da fotografo ad un concerto di Vasco. Chi lo avrebbe mai immaginato, io no. La tensione è sempre la stessa, anzi stavolta ancora peggio. Questa volta si tratta di raccontare un evento che entrerà di diritto nella storia della Musica, l’evento con il record mondiale. Ammetto di sentire anche la responsabilità di produrre immagini all’altezza della situazione.

Non mi sono reso conto fino in fondo della cosa a cui ho preso parte, fin quando non ho visto la foto dall’alto del Modena Park. Pensare di essere stato uno degli oltre 220 mila puntini mi ha messo i brividi. Nel titolo di questo post c’è scritto “the day after”, ma credo che sarà molto lungo questa volta, e non basterà un giorno. Vasco, salito sul palco ha detto: “Benvenuti al concerto che non avrà mai fine”. Non sbagliava.

A giorni di distanza sembra di essere ancora lì e non riesco ancora ad elaborare le sensazioni vissute in maniera distaccata e lucida, un po’ mi fa rabbia. Ma forse va bene così: Senza Parole. Le mie non servono, le lasciamo dire a Vasco. Io posso solo farvi vedere qualche immagine che spero renda l’idea, le trovate poco più giù.

Tra le tante emozioni del Modena Park, ho finalmente ascoltato dal vivo il Vasco anni ’80. Per ragioni di età (mia) non avevo mai avuto la fortuna di ascoltare dal vivo pezzi come Colpa d’Alfredo, Alibi oppure Ieri ho sgozzato mio figlio e ancora Il tempo crea eroi. 

Grazie Komandante!!!

La gallery del VascoModenaPark

 Il Popolo di Vasco

CONTENUTI EXTRA DEL MODENA PARK

Modena Park non è stato solo il concerto. Modena Park è stato un fine settimana che mi ha portato a conoscere tanta nuova gente. Modena Park è stata un’avventura. Modena Park è stato uno stato d’animo, o forse più stati d’animo insieme.

  • Sono stati i giorni in cui ho fatto colazione con Mr. Michael Putland. Una persona di una gentilezza ed umiltà rare al giorno d’oggi. Giorni in cui Putland si è reso disponibile a fare due chiacchiere (col mio inglese molto discutibile è stato quasi comico) sul periodo in cui seguiva i Rolling Stones, che considera Pete Townshend (The Who) uno dei primi tre chitarristi al mondo. Di quando impazzì in camera oscura per lo sviluppo della foto che vedete qui, perchè Mick Jagger aveva la pelle bianchissima mentre Peter Tosh era all’opposto. Mi ha anche detto di quanto sia rimasto impressionato da Vasco, dal suo carisma e da come riesce ad unire diverse generazioni. Della reazione del pubblico, soprattutto quello femminilie, quando Vasco sale sul palco.
  • Le sera prima del concerto con Mr. Putland e Roberto Villani abbiamo cercato di immaginare come sarebbe stata la notte di Modena Park. Una bella chiacchierata dove scopro tante cose curiosità raccontate da Roberto nei suoi 24 anni di fotografo di Vasco. La più divertente è che Roberto soffre di vertigini (pensate un po’ quanto gli sono costate le foto dall’elicottero sia a Modena che ad Imola nel ’98), ma alla fine penso ne sia valsa la pena no?
  • Modena Park lo ricorderò anche per i Km fatti a piedi, che con lo zaino e l’attrezzatura addosso sono stati un tantino faticosi. Lo ricorderò anche per “…ordine e disciplina” (cit.) dimostrata dai 220 mila fans nei confronti della città di Modena. E per l’accoglienza di Modena stessa.
  • Ah, dimenticavo. Vince Pastano mi ha regalato il suo nuovo plettro 3.0

Arrivati a questo punto restano da fare i ringraziamenti. Sono sempre tanti. Perchè da soli non si arriva mai da nessuna parte. Voglio ringraziare prima di tutti Tania Sachs (ufficio stampa di Vasco Rossi) per la sua disponiblità, molte cose sono riuscite soprattutto grazie a lei. Poi i fotografi di Vasco: Roberto Villani, Alessandra Trucillo, Alessandro Pizzarotti e Gianluca Simoni che mi accolgono sempre con un sorriso. Michael Putland per la pazienza alle mie domande. Angela di Repubblica XL.

Infine Marika per avermi prestato il suo 300mm e il suo zaino, e Angela (un’altra) senza la quale avrei dormito per strada. Inoltre un saluto ad un in bocca al lupo a Nino.

Ci rivediamo al prossimo concerto!!!

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