“Probabilmente non conoscete il mio nome ma scommetto che conoscete almeno una delle mie canzoni"…
Pit’s Tales #43: The Molotovs di nome e di fatto

22 Novembre, primo freddo a Roma. La macchina segna 6 gradi alle 20:00. Una di quelle sere in cui forse è meglio il divano, un plaid e un film con un bicchiere di rosso tra le mani. Però da qualche anno ho scelto il rock’n’roll e quindi rock’n’roll sia.
Stasera a Largo Venue si esibiscono due fratelli, di cui non sapevo nulla. Ma ascoltando Virgin Radio, sento il nome The Molotovs e sento che ne parlano con entusiasmo e sponsorizzano il tour. Allora perché no? Sento la redazione di Classic Rock e propongo questo concerto. Detto fatto ed eccomi sotto il palco.
Dal buio spuntano due biondini, giovani, tanto più giovani di me. A fine serata scopro che hanno 17 anni lui e 19 lei. Appunto a fine serata, perché da come stavano sul palco era impensabile che fossero così giovani.
Immaginate che uno esca dal buio e vi dia una sberla senza che vi possiate rendere conto di cosa stia succedendo. Ecco questa è stata la sensazione appena le due teste bionde sono salite sul palco. La cosa strana è che ho pensato: “Datemene ancora”. Dopo 30 secondi dall’inizio del concerto il criceto (frastornato) che ho dentro la testa ha avuto la prontezza di pensare:
- Caxxo che bomba
- Questi picchiano duro
- Voglio il disco
- Devo fare loro un ritratto
Per onestà intellettuale il punto 4 l’ho pensato per primo (deformazione professionale) ma volevo rendere la cosa poetica.
Tre brani come al solito e poi vado a fondo sala a seguire il concerto, ma in realtà il mio pensiero era: “Dov’è il tour manager? Devo chiedergli di fargli un ritratto a fine concerto assolutamente” (sempre la famosa deformazione professionale).
Era da tanto che non avevo quella voglia di ritrarre qualcuno a fine serata, quando hanno ancora addosso l’adrenalina post concerto. Quella situazione da backstage vero, dove sono sudati, stanchi e ancora carichi. E a questo punto spero anche disponibili.
Resta il fatto che bisogna trovare il tour manager. E qui mi vengono in aiuto Giulio e Giuliano che prima del concerto lo avevano intercettato e quindi lo bracchiamo. Ok è fatta.
Dopo qualche minuto andiamo nel retropalco e tra i complimenti nel mio inglese maccheronico ho 5 minuti scarsi, ma forse anche meno, per fare qualche scatto. E qui mi viene in aiuto il terzo angelo della serata, Mariachiara che tira fuori dalla tasca dei pantaloni un faretto Led e mi fa da stativo umano per sparare i posati ai fratelli Mathew e Issey in arte The Molotovs di nome e di fatto aggiungerei.
Nota a margine #1: nell’attesa mi sono avvicinato al merchandising per il disco (punto 3). Purtroppo dovrò aspettare è in uscita il 30 gennaio 2026. Ma qualcosa in ricordo di questa serata devo prenderla e allora decido di acquistare la locandina autografata (visto mai che tra 20 anni questi ragazzi saranno nell’olimpo del rock. Si chiama investimento).
Nota a margine #2: la ragazza (bionda) al merchandising è la madre di quei due scatenati sul palco. Se non è poesia questa!
Ecco a voi The Molotovs post concerto


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