10 giugno, è il giorno di quello che è stato definito l’evento live del 2017 in Italia. Il ritorno dei Guns N’ Roses. In 100mila ad Imola. Io invece sto partendo per la direzione opposta. Il treno delle 8.05 (cavolo le 8 di mattina di sabato…), dicevo il treno mi sta portando al Sud, a Bari. Stasera c’è il concerto di Iggy Pop. Perché non sono ad Imola? Per scelta. Si ho preferito venire a vedere e fotografare il vecchietto Iggy.

A Bari c’è il Medimex, la sera prima ci sono stati altri concerti, ma quello di sabato è l’evento principale  di questa edizione 2017. La città mi accoglie con un bel sole estivo, mi viene voglia di andare al mare. Ma non si può… (in realtà ci sono andato, non potevo non sentirne il profumo).

Dopo una bella mangiata di pesce grazie ad Annita, mi preparo psicologicamente per il concerto. Si perché ho il brutto vizio di non prepararmi mai prima. No video su YouTube, no foto di altri, niente di niente. Il motivo? Bè quelli che se la vogliono tirare direbbero “Per non farmi influenzare”, io dico per pura pigrizia. Si lo ammetto sono pigro.

Arrivo in piazza verso le 19.30, la serata sta iniziando e verso le 21.30 iniziano a salire la tensione e l’adrenalina. L’Iguana del Rock, fra poco sarà a pochi metri da me. Iggy Pop, colui che è stato al fianco di David Bowie, Mick Jagger ed altri mostri sacri della Musica. A proposito di David Bowie, mentre ero nel pit mi passa di fianco un distinto signore giapponese con macchina fotografica al collo. Si avete capito bene era Masayoshi Sukita. Il Fotografo della copertina di Heroes per intenderci. E così in una sola serata ho visto due leggende. Bella cosa no?

Sono le 22:00 ci viene comunicata la policy per scattare: due pezzi laterali. Ecco ora la cosa diventa un tantino scomoda, ma questo è, quindi cerco di accaparrarmi una mattonella più o meno buona e via. Si spengono le luci e compare l’Iguana. Eccolo lì Iggy Pop. Con il suo corpo nudo, addosso ha tutti i segni del tempo, anzi i segni della sua vita direi. Non so perchè, ma guardandolo a me viene in mente Cristo, sarò blasfemo ma è così. Muscoloso, rugoso, repellente. Chi non conosce il corpo di Iggy? Anche se non si ascolta la sua musica, il suo corpo è l’emblema del Rock, appartiene al Rock. Un po’ come la bocca di Mick Jagger. Le sue movenze “particolari” sono sensuali, non c’è altro da aggiungere. Da sabato scorso è il mio nuovo eroe. A 70 anni mette in riga tutti sul palco, anche i nomi più blasonati dei suoi più illustri colleghi. E’ un eroe perché del suo problema alla gamba ha fatto un valore aggiunto, il suo bacino storto lo ha trasformato in un segno distintivo. Provate voi ad essere così tremedamente sexy e violenti allo stesso tempo su un palco.

Due pezzi sono volati via in un attimo, e tra spinte, teste ed obiettivi che si infilavano nel campo visivo abbiamo comunque portato a casa qualche buono scatto che vedrete sul prossimo numero di Classic Rock. Fuori dal pit continuo a godermi il concerto dell’Iguana. E torno in hotel con un altro pezzo di storia sulla memory card, nel cuore e nella mente.

P.S. Durante i due pezzi che dovevamo fotografare ho capito perché ci hanno messi laterali. Iggy voleva farci un regalo.

Guardate le foto qui sotto e capirete. Grazie Iggy.

Note a margine della trasferta barese:

  • A Bari il polpo e buonissimo, vero Annita?
  • Il polpo gigante appeso al soffitto del ristorante era inquietante, ma leggendo il punto 1 ho capito perché ci tengono tanto ad averlo lì in bella vista.
  • Camminando sul lungomare di Bari si vedono scene di vita vere, dalle quali potrebbe nascere un romanzo.
  • Non ho fatto in tempo a visitare Bari vecchia, una buona occasione per tornare.