Autoritratti ironici per raccontare la quarantena dell’italiano medio durante la pandemia da coronavirus.

“Io Resto a Casa – La serie” nasce durante i giorni difficili della pandemia da covid-19. Il maledetto coronavirus che sta, purtroppo, uccidendo tante persone e ne costringe molte altre ad essere ricoverate in ospedale.

In questo momento drammatico noi italiani siamo chiamati a dare il nostro contributo rimanendo in casa per sconfiggere questo virus. Ci stiamo tutti facendo compagnia con i social. E sui social sta venendo fuori la natura del popolo italiano: autoironia, solidarietà , paure e a tratti anche follia.

Osservando questi comportamenti ho deciso di fare questa serie di scatti per ironizzare sulla figura dell’italiano medio che vedendosi rinchiuso in casa, per noia, per solitudine, per paura o semplicemente per mania di protagonismo, spesso sopita durante la normale quotidianità si è scatenato in una serie di attività  che hanno destato la mia curiosità.

Nasce così il progetto “Io Resto a Casa – La Serie” che, con autoritratti fatti in casa, vuole raffigurare i comportamenti degli italiani in quarantena, e documentare con ironia questo periodo buio e drammatico della nostra storia.

“Quando è iniziato il lockdown, mi sono chiesto quale fosse il mio ruolo di fotografo in questo periodo storico. Ho sempre fotografato persone e adesso è venuto a mancare proprio il soggetto principale delle mie foto.

Ma quelle stesse persone in un modo o nell’altro sono protagoniste, e vivono le stesse sensazioni che sto vivendo io. Ho deciso allora di usare la mia persona ma con l’intenzione di rappresentare tutti. Ho scelto di farlo in maniera ironica, perchè è una caratteristica che mi riconosco e perchè spero che queste immagini possano allegerire un po’ le giornate di chi sta soffrendo.

Inoltre ho voluto mostrare che ci si può divertire con la fotografia anche rimanendo in casa. Sto leggendo troppe volte che alcuni fotografi sono in astinenza e vogliono uscire per documentare le città vuote. Ecco, io vi dico di restare a casa che foto di piazze vuote ne abbiamo già abbastanza. Usate la fantasia invece.”